Società    Impianto Sportivo  

Pochi forse sanno che quel meraviglioso complesso sportivo che sorge in via Adamoli, per l''esattezza al numero civico 57 rosso, ha preso il nome da un ruscello che scendendo dalla collina di Montesignano affluisce nel Bisagno, per l''appunto il rio Sciorba. Ma forse sono ancor meno numerosi quelli che sanno che, dove si trova quell''impianto, il Genova Nuoto aveva in programma di costruire la propria piscina. Era il 1972. C''erano tante carcasse d''auto in attesa di rottamazione, nella zona in cui il Genova Nuoto decise di costruire una piscina da 25 metri coperta, con vetrate apribili in estate. Ma l''elaborazione del progetto richiedeva ovviamente alcuni mesi e proprio in quel frattempo i costi di costruzione degli impianti cominciarono ad impennarsi in misura preoccupante, al punto che il Genova Nuoto a malincuore fu costretto a passare il proprio progetto al Comune, per non farlo morire, perché qualcuno lo portasse comunque avanti.


L''Amministrazione Comunale di allora, presa da entusiasmo, sviluppò quel progetto al punto di trasformarlo in uno dei più importanti complessi sportivi d''Europa. L''architetto Zoppini (che tra l''altro era stato anche vicepresidente del Genova Nuoto) non si fece pregare e ci mise tutto ciò che di più avveniristico aveva appreso girando il mondo. Ed ecco la copertura telescopica, in altre parole il tetto apribile, che schiacciando un bottone consente di nuotare a cielo aperto quando comincia la buona stagione e di rimettersi al coperto se va via il sole o minaccia di piovere. E poi la parete ed il fondo mobili: la prima, azionando un altro bottone, trasforma la vasca da 50 mt. in due piscine separate, una lunga 33 mt. e profonda 2, e l''altra lunga 21, con profondità regolabile a seconda del tipo di attività che vi si svolge (90 centimetri, un metro e venti, quanto si vuole; basta deciderlo prima di premere un terzo bottone).


Non è finita: anche la gradinata è telescopica, nel senso che, volendo, può esser fatta rientrare nella parete, come un armadio a muro, lasciando spazio per attività ginniche (anche qui basta, ovviamente, schiacciare un bottone, diverso dai tre precedenti). Ma normalmente viene lasciata montata, per consentire ai genitori di seguire le attività dei figli comodamente seduti (i posti a sedere sono un migliaio). Poi c''è la palestra, di cui molti ignorano l''esistenza, direttamente collegata alla vasca principale. A nord dell''edificio c''è la vasca scoperta, anche questa di 50 metri, che d''inverno viene coperta con pallone pressostatico ed è quindi utilizzabile tutto l''anno. D''estate è in funzione anche la vaschetta per i piccoli, con scivolo.


Infine, a sud dell''edificio, il campo di atletica, dotato anche di un rettilineo coperto, sotto la gradinata: una rarità. Insomma, ne è venuto fuori uno degli impianti sportivi più belli d''Europa. Tutto diverso da quella che doveva essere la piscina sociale del Genova Nuoto, certo. E come avrebbe potuto una Società Sportiva, con le sue limitate disponibilità finanziarie, accollarsi una spesa del genere? Però senza il progetto iniziale del Genova Nuoto oggi molto probabilmente non ci sarebbe la Sciorba.


Come si raggiunge la Sciorba:
Con l''autobus n. 48, per il quale è prevista una fermata proprio davanti all''impianto oppure con il n. 12 o 14, però con fermata sulla sponda opposta del Bisagno: poi attraversare il ponte che porta dritto alla piscina per chi viene dall''autostrada, dopo lo svincolo di Genova Est svoltare a sinistra, in direzione Val Bisagno, e poi ancora a sinistra per chi viene in auto dal centro città, dopo il cimitero di Staglieno tenere sempre il lato destro (una volta imboccata via Adamoli l''impianto si vede, non c''è bisogno di cercare il numero civico 57!)importante: tra la piscina e il campo di atletica c''è un ampio parcheggio gratuito (un altro, pure gratuito, è situato a sud del campo, ed anche sul ponte antistante la piscina si può lasciare l''auto).

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